Cani da Caccia

Migliori Cani da Caccia

Da migliaia di anni a questa parte, l’uomo ha utilizzato il cane anche per la caccia. I nostri antenati, che vivevano nelle caverne, scoprirono che potevano stare più tranquilli se vicino a loro c’era un cane a fare la guardia, oppure che potevano approvvigionarsi più facilmente il cibo se andava accompagnati da uno o più cani. Il cane, grazie alle sue capacità udite ed olfattive, è stato sin dall’età delle caverne, il migliore amico dell’uomo. Esso ha lavorato per la nostra specie come animale da soma, trascinando slitte su neve e terra, ancora prima del cavallo. Con il trascorrere del tempo, gli uomini hanno selezionato ed addestrato differenti tipi di cani da caccia, in base alla tipologia della preda a cui erano destinati. I cani da caccia si suddividono in diverse categorie, sempre in base alla tipologia di caccia che ha sperimentato l’uomo nel tempo, per ottimizzare i risultati di questa attività, importante e vitale. Il cane, grazie alle sue capacità udite ed olfattive, è stato selezionato ed addestrato per differenti tipi di caccia, in base alla tipologia della preda.

Setter Inglese

 

 

 

Il Setter Inglese è uno tra i migliori cani da caccia, ed ha per antenati i cani chiamati in Francia Chiens d’Oysels, ovvero cani da volatili, o Chians Couchants, per la caratteristica di distendersi sul terreno. Oltre manica, il Setter Inglese prese il nome di Setting Spaniels, prima che si affermasse il nome Setter. Il punto forte di tale razza canina, è quello di essere quasi esclusivamente un cane da lavoro. Anche se i suoi risultati durante la caccia, sono difficilmente quantificabili. Molto spesso si dice che il Setter Inglese sia un cane difficile da addestrare, ma in realtà nella maggior parte dei casi, è l’esatto contrario. Durante la fase educativa, è richiesta un po’ di finezza e di spirito, un minimo di psicologia ed anche la capacità di interrogarsi su eventuali errori prima di incolpare l’animale. Vista la sua innata predisposizione alla caccia, che si manifesta nella maggior parte degli esemplari, si tende sbagliando, a bruciare le tappe dell’addestramento.

 

Pointer Inglese

Il Pointer Inglese, viene definito come il purosangue dei cani da ferma. Le sue origini sembrano essere ancora oggi un mistero. Se il Pointer è un purosangue, non è certo per la perfezione delle sue linee che sono del tutto idonee a consentirgli ciò che gli viene richiesto sul terreno. A conferirgli tale aggettivo, è l’altissimo livello delle sue prestazioni, in cui mostra velocità, resistenza, finezza di fiuto ed intelligenza. Appare come un cane aristocratico, come la Formula 1 del cane da ferma. Solo pochissime persone sono in grado di condurre una vettura da corsa, ma sarebbe un grave errore che il Pointer Inglese sia condotto solo da una élite di addestratori e cacciatori, e che sia predisposto solo per i circuiti di quel tipo di prove sul campo di primavera.

 

Épagneul Breton

 

 

 

 

Tra i cani francesi da ferma, l’Épagneul Breton è il cane più sportivo, ma anche la razza più piccola, nonostante tale differenza sia minima. Questa razza canina arriva a pesare circa 15 chilogrammi, e non sfigura affatto di fronte ad altri concorrenti nei field-trials, dove per la maggior parte, non raggiungo i 20 chilogrammi di peso corporeo. Gli esemplari da competizione rappresentano solo una piccola parte della popolazione dei cani da caccia, ma ne dimostrano comunque l’evoluzione in atto. Ogni chilogrammo, ed ogni centimetro devono avere la loro ragione di esistere, per questo i cani con una forte costituzione, hanno fatto, in questo campo, il loro tempo, avendo delle caratteristiche superflue e non utili.

 

Beagle

 

 

 

 

Il Beagle è un cane da muta dalle origini inglesi, il cui standard definito dai Britannici, non deve essere assolutamente modificato dalla Federazione cinofila internazionale, se non per loro iniziativa. L’evoluzione del Beagle è legata alla storia del paese di origine, ed il nome sembra derivare, secondo alcuni specialisti, dall’antico inglese beagle o dal francese beigle o dal celtico beag, ovvero tre termine che significano Piccolo. Secondo l’autore di una magistrale opera che riguarda questo particolare cane da muta, il dottore Jacques Bourdon, il nome Beagle venne utilizzato per la prima volta all’inizio del XV secolo. Grazie alla potenza del suo naso, il Beagle è capace di seguire gli odori più difficile anche a lunga distanza. Tutto questo, dona all’animale decisione, tenacia ed intraprendenza.

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